Il mondo della cultura piange la scomparsa del professor Giovanni Bogliolo

Avremmo molto desiderato averlo con noi per le Giornate del Premio Letteraria, ma non stava bene e non è potuto venire a parlarci della sua traduzione del romanzo Tieni ferma la tua corona di Y. Haenel .

Abbiamo deciso di salutarlo pubblicando la recensione del romanzo di una studentessa del Liceo Mamiani di Pesaro, Sonia Simoncelli, che ha dato voce così all’entusiasmo per la lettura dimostrato da tantissimi ragazzi. Siamo certi che il professore ne sarebbe stato orgoglioso.

Un artista pazzo, tormentato da deliri alcolici, è testimone dell’insensatezza del mondo. Se a tratti vive momenti sensati, è solo per un istante.

Il testo straripa di citazioni cinematografiche, letterarie, musicali che rendono la trama caotica e travolgente. Potente ritratto di un’esistenza ridotta al minimo – e per questo sincera – di un uomo che non si oppone alle vertigini emotive, ai silenzi mistici, ai conflitti umani al limite della paranoia, perché vuole continuare a credere nella scintilla divina dentro l’orrore e nell’amore che tutto pacifica.      

Dulcisinfundo

Davvero penso che questa VI Edizione di Letteraria, che si è appena conclusa, sarà difficile da dimenticare e da replicare per la qualità culturale e l’intensità emotiva che ha offerto.
E per questo devo ringraziare tanti, tutti coloro che hanno permesso a Letteraria quest’anno di lasciare una traccia così forte in noi e – speriamo – in chi è stato con noi.
Primi fra tutti i nostri ospiti, autori e traduttori, che vorrei ricordare. Grazie dunque

  • a Eraldo Affinati, per averci ricordato e confortato del fatto che la passione, la coerenza
    morale, l’accoglienza e l’ascolto degli altri fanno di noi insegnanti migliori, persone migliori
  • a Guido Conti che ha risvegliato in me lontani ricordi e nei ragazzi ha acceso la curiosità per
    la parola nutrendo la loro meraviglia
  • a Valentina D’urbano e Silvia Zucca per avere condiviso con noi le loro storie in cui passato
    e presente si rispondono e che ci ricordano l’importanza dei legami
  • a Enrico Ianniello, una vera scoperta, la cui straordinaria capacità di raccontare, di usare il
    comico (nell’accezione letteraria) nasce da grande cultura e intelligenza, e anche per la
    generosità con cui si è concesso, affatto scontata
  • a Gala Maria Follaco che con la sua garbata presenza e la sua parola puntuale ci ha aperto le
    porte di una cultura, quella giapponese, così poco conosciuta
  • a Giovanna Granato per avere testimoniato attraverso la profondità e la precisione delle sue
    parole l’importanza dello studio, e per una nuova, inattesa amicizia
  • a Simona Mambrini, per l’affabilità, la parola pacata con cui ha raccontato una storia
    delicata e struggente
  • a Yasmina Melaouah per l’intelligenza del suo sguardo, per le sue parole che mi hanno
    arricchita; per l’umiltà con cui si è proposta che è la vera cifra dei grandi
  • a Claudia Zonghetti per una infinità di ragioni che lei conosce, perché ascoltarla ogni volta è
    un dono prezioso e un’emozione grandissima
  • al professor Gian Mario Anselmi per la sua travolgente passione nel parlare di letteratura e
    perché ha la giovinezza nel cuore
  • a Massimo Bray per la parola alta e la difesa dei valori che Treccani promuove
  • a Daniele Miglio, Emanuele Rebecchini e Beatrice Tomasi per avere acceso le nostre serate
    Non so se troverò le parole giuste per ringraziare i ragazzi che ci hanno accompagnati in questi giorni: i 400 seduti in Aula Magna al Torelli, composti, attenti, educati; e soprattutto Agnese, Bianca, Ilaria, Luca, Luciana, Maria Stella, Nicola, i due Tommasi e tutti gli altri di cui non ricordo il nome – e di questo mi dolgo – ma ho chiari i volti e gli sguardi.
    Siete stati meravigliosi, siete voi che fate la differenza, voi che potete insegnare a tanti adulti la serietà dell’impegno. Siete lì a dimostrarci che non siete né afasici, né superficiali. Siete di una bellezza che illumina il mondo. Letteraria per voi acquista senso.
    E grazie a insegnanti come Greta Gaspari e Giulia Lanciotti, al Preside Samuele Giombi, ad amici come Andrea Toscani e Emanuelle Caillat per avere messo il loro tempo e la loro sopraffina qualità di lettori a nostra disposizione.
    Grazie alla Preside Falcomer per la sua ospitalità.
    Un grazie a tutti quelli che ci hanno materialmente reso possibile realizzare il nostro sogno: Valeria Patregnani e i bibliotecari della Memo: Lorenzo, Francesca, Federica, Fabio, Lucia, Camilla,
    Tommaso e tutti gli altri.
    Un grazie all’ amministrazione comunale: al Sindaco Massimo Seri, agli assessori Mascarin e Del Bianco, all’ ufficio cultura; alla Regione e a Renato Claudio Minardi; agli sponsor.
    Un gigantesco grazie ai miei compagni di viaggio: Gino, Paola, Claudia, Sofia, Marta, Anna Lucia, che sono una squadra con un sacco di cuore.

E infine un grazie alla letteratura, ai grandi libri che muovono le idee e le passioni.

Maura Maioli

Annunciati i vincitori della VI edizione del Premio Letteraria

Giovanna Granato con la traduzione del romanzo La casa dei nomi di Colm Tóibín e Claudia Zonghetti con la traduzione di E dal cielo caddero tre mele di Narine Abgarjan sono le vincitrici ex aequo del Premio Letteraria per la sezione Romanzo in traduzione.

Il Premio Letteraria per la sezione autori va a Enrico Ianniello con il romanzo La compagnia delle illusioni.

La menzione Letteraria in città va a Gala Maria Follaco per la traduzione del romanzo Tokio express. Il riconoscimento va al libro che la cittadinanza ha maggiormente apprezzato e preso in prestito presso la Memo Mediateca Montanari. Quest’anno la vincitrice della menzione ha ricevuto in premio una tela raffigurante uno scorcio della città di Fano eseguito dalla pittrice Anna Lucia Fantastico.

Alla presenza del Sindaco Massimo Seri, dell’ Assessore alla Cultura Caterina Del Bianco e del Vice Presidente dell’ Assemblea Legislativa della Regione Marche Renato Claudio Minardi, alcuni degli oltre novecento ragazzi che hanno formato la giuria del Premio Letteraria sono stati i protagonisti della serata di premiazione insieme ai 10 finalisti. Molto raffinata la presentazione mirabilmente condotta da Emanuele Rebecchini che ha intervistato i giovani lettori della giuria; graditi e ammirati gli intermezzi vocali dei ragazzi del coro del Liceo Marconi che hanno accompagnato la serata con le loro voci melodiose. La blogger Beatrice Tomasi ha seguito la serata dal backstage coinvolgendo i ragazzi sul palco con le sue domande e presentando i libri attraverso le storie pubblicate su Instagram, uscendo così dalla presentazione classica a favore dei nuovi mezzi di comunicazione social che con la loro immediatezza creano un link immediato con il pubblico.

Con “Nido di vespe” il Teatro Civile impreziosisce il Premio Letteraria

Tra palcoscenico e realtà : “Nido di vespe”, i racconti dei sopravvissuti al rastrellamento del Quadraro, quartiere di Roma, il 17 aprile 1944. Il Teatro Civile come veicolo di memoria. Una serata di grande emozione presso la Sala Verdi del Teatro della Fortuna a Fano. Molti dei testimoni presenti nel filmato girato tra il 2008 e il 2009 oggi non ci sono più. Alcuni di loro avevano perso la speranza di far conoscere alle nuove generazioni i fatti accaduti durante il Nazismo, invece, come dice il regista Daniele Miglio, che ricorda anche suo nonno, deportato del Quadraro, sopravvissuto ai campi di lavoro e ancora in vita, questo spettacolo ha permesso di mantenere viva la memoria e di farla uscire dai confini della Capitale facendola conoscere a tanti studenti della nostra città.

Grande partecipazione alla prima giornata del Premio Letteraria

Gremita la Sala Ipogea della Mediateca Montanari. Venerdi 11 ottobre 2019 si è svolta la prima giornata del Premio, che ha visto grande partecipazione di pubblico.

Ha aperto gli incontri Giovanna Granato, traduttrice di La casa dei nomi di Colm Toibin, che ha dialogato con Greta Gaspari. Il romanzo è pervaso dalla mitologia greca che si interseca con la mitologia irlandese e la storia dell’Irlanda del XX secolo e si ricollega ai temi attuali dei legami familiari e della follia legata alla violenza. Giovanna Granato ha voluto condividere con il pubblico una riflessione sulla sua traduzione raccontando che non è stato facile tradurre da una lingua che rimanesse ricca nella sua semplicità.

Massimo Bray ha tenuto una interessantissima lectio magistralis “La cultura come resistenza e impegno civile” che, pur nella ricchezza dei suoi contenuti, ha posto un forte accento sull’opera dei padri fondatori della Costituzione Italiana che, nella sua semplicità di linguaggio, può essere compresa da chiunque, al contrario della lingua usata spesso dalla politica che si dimostra altisonante e incomprensibile. Tanti i rimandi anche a Papa Francesco che spesso parla dei valori che sottolineano l’importanza della persona. Bray ha voluto spendere parole di grande impatto anche sulla scuola e sull’importanza del suo valore educativo ; una scuola vista come infrastruttura portante del paese e nella quale poter utilizzare consapevolmente le nuove tecnologie che possano rendere competitivi i nostri giovani senza spingerli ad andare lontani dall’Italia e restituendo loro la dignità di lavori giustamente retribuiti.

Con grande emozione, durante l’ultimo incontro della giornata, Claudia Zonghetti intervistata da Giulia Lanciotti, ci ha raccontato del “cuore strappato e riempito di inchiostro” di Nariné Abdarjan, scrittrice armena e autrice dello splendido romanzo E dal cielo caddero tre mele. Una narrazione che non si svolge in un tempo definito e con una precisa successione temporale, ma che comunque racchiude in sé tutti i più importanti eventi di questa terra ferita da guerre e da catastrofi naturali. La stessa scrittrice, trasferitasi a Mosca per studiare e dove è rimasta per alcuni anni svolgendo mansioni molto distanti dai suoi desideri e dalle sue reali abilità, porta nel suo animo i segni del pathos della perdita, della nostalgia per la casa e trova nella scrittura in russo un filtro che le serve per distillare la lingua e i sentimenti. La pulizia del suo stile, della sintassi, delle parole è fortissima ed è proprio in questo modo che le parole prendono il loro significato originale. Ne risulta una scrittura accattivante nella sua semplicità e un’atmosfera che a tratti rimanda alla fiaba.

Il Programma della prima giornata del Premio

A partire da oggi si svolgeranno tre giornate ricche di incontri all’insegna della letteratura d’autore e in traduzione, ai quali si aggiungeranno anche molti altri interessanti eventi.

Alle ore 15.00 presso la sala Pedinotti di Palazzo Martinozzi, ci sarà l’inaugurazione dell’originalissima mostra di dipinti di Cinzia Cecchini “Vent’anni nel cuore”. La scritrice Cinzia Piccoli commenterà la mostra con i suoi racconti.

Alle ore 15.45 nella Sala Ipogea della Memo-Mediateca Montanari, la traduttrice Giovanna Granato dialogherà con Greta Gaspari sul “Mito come traduzione ” e presenterà “La casa dei nomi” di Colm Tóibín.

A seguire, alle ore 18.45, l’attesissima lectio magistralis di Massimo Bray, direttore editoriale dell’ Enciclopedia Italiana Treccani, che ci parlerà de “La cultura come resistenza e impegno civile”.

Sempre in Sala Ipogea alle 18.45 ascolteremo Claudia Zonghetti che darà voce alla scrittrice armena Narine Abgarjan attraverso la traduzione del romanzo “E dal cielo caddero tre mele” .

La prima giornata di Letteraria si concluderà presso la Sala Verdi del Teatro della Fortuna dove alle 21.30 andrà in scena lo spettacolo di teatro civile “Nido di vespe” per la regia di Andrea Miglio .