





Due protagoniste, due città: il confronto tra Indagine apparente e Boccanera.
Angelo Di Liberto introduce il confronto tra due romanzi gialli: Indagine apparente di Luca Poldelmengo , opera originale in lingua italiana edita da Gallucci e Boccanera di Michèle Pedinielli, tradotto da Luca Bondioli, edito da Fandango.
Le protagoniste dei due romanzi sono entrambe donne forti, ma caratterizzate da temperamenti diversi: Letizia è più volitiva e determinata, mentre Giulia Boccanera si distingue per la sua ironia e il suo atteggiamento anticonvenzionale.
In Indagine apparente, Letizia affronta il proprio lavoro con una determinazione che la rende particolarmente abile, anche quando sceglie di agire al di fuori delle convenzioni. Questa forza, tuttavia, ha anche un rovescio della medaglia: la donna soffre di un disturbo ossessivo-compulsivo, ma fatica ad ammettere la propria fragilità, quasi che riconoscerla possa compromettere l’immagine di sé che ha costruito.
Giulia Boccanera, al contrario, è una freelance, un vero e proprio cane sciolto. Il suo lavoro è intermittente e il suo rapporto con il futuro sembra caratterizzato da una certa indeterminatezza. Trascorre molto tempo sul divano e gestisce diversi profili social attraverso i quali organizza e mantiene i contatti con le persone. Se Letizia trova nella determinazione il proprio punto di forza, Giulia sembra affidarsi soprattutto alla propria rete di relazioni e alla capacità di muoversi liberamente tra ambienti e situazioni differenti.
Da queste differenze nasce una riflessione sul ruolo delle donne nel mondo del lavoro. Quanto incide il genere sul modo in cui vengono percepite? Letizia, proprio a causa della sua determinazione, è considerata una «stronza» nell’ambiente professionale: un atteggiamento che sembra suggerire come la fermezza e l’ambizione possano essere giudicate diversamente quando a manifestarle è una donna. Giulia, invece, non appartiene a un ambiente lavorativo strutturato, ma può contare su una rete di contatti straordinariamente ampia: è conosciuta da tutti e si muove in una dimensione professionale fluida, costruita sulle relazioni personali.
Anche le città in cui si svolgono le vicende assumono un ruolo significativo. Roma, scenario di Indagine apparente, è una città stratificata, attraversata da profonde differenze sociali e urbanistiche. L’autore accompagna la protagonista dal quartiere Prati, in cui vive, fino alle borgate, mettendo in relazione luoghi e realtà molto distanti tra loro. La città non è quindi un semplice sfondo, ma uno spazio che contribuisce a definire il percorso dell’indagine e a far emergere le contraddizioni del contesto urbano.
Marsiglia, ambientazione di Boccanera, sembra invece assumere una funzione diversa. Più che essere rappresentata come una città di frontiera, diventa una sorta di correlativo oggettivo del crimine: un paesaggio progressivamente contaminato dalle azioni criminali, che ne alterano gli equilibri e ne incrinano l’apparente solidità. La città finisce così per somigliare a un castello di sabbia che si sgretola sotto i tentacoli di un mostro, immagine che restituisce il senso di una realtà urbana minacciata e vulnerabile.
Un altro elemento di confronto riguarda il rapporto con la famiglia. Per Letizia, la famiglia rappresenta la principale costruzione della propria vita, il punto di riferimento attorno al quale ha organizzato la propria esistenza. Quando il marito scompare, questa certezza viene meno e la protagonista si ritrova ad affrontare una situazione di profonda incertezza, soprattutto nel rapporto con i figli. La scomparsa mette quindi in crisi non soltanto la sua dimensione privata, ma anche l’equilibrio che aveva faticosamente costruito.
Giulia Boccanera, al contrario, è orfana e non possiede una famiglia propria nel senso tradizionale del termine. La sua vita è però attraversata da diverse forme di legame familiare, come quella che unisce i componenti della famiglia dell’uomo assassinato sul cui caso è chiamata a indagare. La famiglia, dunque, è presente anche nel suo percorso, ma si manifesta attraverso le storie.




Durante gli anni del liceo, la traduttrice Laura Cangemi ha scelto di trascorrere un periodo di studio nei Paesi del Nord grazie al programma Intercultura. È stato proprio in quell’occasione che la lingua svedese si è rivelata una vera e propria folgorazione. L’affetto per le persone incontrate e per il Paese ha contribuito a consolidare il suo legame con questa lingua, trasformandolo in una passione destinata a diventare una professione.Ha iniziato così a proporre spontaneamente traduzioni di libri per ragazzi, senza che le venissero commissionate. In seguito, con la nascita della casa editrice Iperborea, la fondatrice le ha chiesto di tradurre un libro che sarebbe diventato il primo titolo pubblicato dalla casa editrice.La traduzione della letteratura per ragazzi richiede passione, sensibilità e una particolare capacità di ricerca: è fondamentale riuscire a scovare delle vere e proprie perle, un compito tutt’altro che semplice. La letteratura svedese per ragazzi, in particolare, si distingue per la capacità di affrontare molteplici argomenti all’interno di una stessa opera. I libri non sono necessariamente costruiti attorno a un unico tema, ma intrecciano questioni diverse con naturalezza, senza mai scivolare nella morale o assumere un intento apertamente didascalico.In questo contesto si inserisce anche la storia di un anziano di 89 anni che vive con il suo cane e affronta le difficoltà legate all’età. Inizialmente, è apparso quasi bizzarro che proprio i ragazzi si siano appassionati a una vicenda incentrata su un protagonista così lontano dalla loro esperienza. Eppure, il libro è riuscito a coinvolgerli, dimostrando come la buona letteratura sappia superare le distanze generazionali. Non si tratta di un romanzo sentimentale, ma di una storia ricca di avvenimenti, nata dall’esperienza personale della stessa scrittrice.La sfida più grande per la traduttrice è stata quella di immedesimarsi in una persona molto anziana, nonostante la giovane età dell’autrice. Un lavoro che ha richiesto sensibilità e capacità di cogliere una prospettiva distante dalla propria. Particolarmente significative sono le descrizioni della natura, che nel romanzo assumono una funzione narrativa: il paesaggio sembra parlare e, talvolta, riesce a esprimere ciò che gli esseri umani non trovano le parole per dire.Il libro diventa così anche una riflessione sul rapporto tra le generazioni e sul tempo che passa, mostrando come la letteratura per ragazzi possa affrontare temi profondi e universali senza rinunciare alla complessità, alla delicatezza e alla libertà del racconto.




In attesa di conoscere i vincitori, Francesco Falabella ha dato voce a Kurt Vonnegut in una pungente intervista immaginaria, conclusasi con un invito a riconoscere e custodire i nostri momenti di felicità.
La serata è proseguita con la presentazione di tutti gli scrittori e traduttori in concorso e la lettura di alcune recensioni delle opere candidate, scritte dagli studenti.
Alla presenza delle autorità, sono stati quindi proclamati i vincitori della manifestazione.
Il Premio LETTERARIA per la Sezione Traduzione è stato assegnato a Laura Cangemi per la traduzione del romanzo Quando le gru volano a Sud di Lisa Ridzen, edito da Neri Pozza. A consegnare il riconoscimento è stata Lucia Tarsi, Assessore alla Cultura del Comune di Fano.
Il Premio LETTERARIA per la Sezione Letteratura edita è stato consegnato dal Sindaco di Fano, Luca Serfilippi, a Cecilia Rita per il romanzo Mantide, edito da NN Editore.
Quattro presentatori d’eccezione, Lorenzo Perlini, Angelica Malpassi, Martina Raiola e Luca Petrelli ci hanno accompagnati alla scoperta dei vincitori con la regia di Luca Campanelli. Gli intermezzi musicali sono stati composti ed eseguiti da Caterina Cercolani e Luca Chiarabaglio.
@AnnaLuciaFantastico










Gli studenti delle scuole superiori che hanno presentato le proprie recensioni hanno dimostrato una notevole capacità di analisi, accompagnata da un forte coinvolgimento nei confronti dei titoli letti e apprezzati, senza tralasciare le criticità riscontrate nei diversi testi.
È emersa una grande attenzione ai luoghi incontrati durante la lettura, così come alla molteplicità dei personaggi. Tutti hanno evocato il termine «curiosità», ingrediente fondamentale per gli adolescenti alla ricerca del piacere di leggere.
I giovani lettori si sono dimostrati interessati a numerosi generi letterari, attratti soprattutto dalle storie misteriose e particolarmente attenti alla fragilità dei personaggi.
Grande interesse ha suscitato anche il lavoro del traduttore, sia per le tecniche adottate sia per gli strumenti utilizzati, compresa l’intelligenza artificiale, laddove impiegata, anche se per esigenze specifiche e non per la traduzione vera e propria. Gli autori, invece, hanno dichiarato di non farne uso, sottolineando come, per scrivere, sia fondamentale leggere, studiare e ricercare uno stile personale.
@AnnaLuciaFantastico



“Passarono ancora otto giorni: e poi dieci”. Nessuno scrive come Silvio D’Arzo -Talk di Matteo Cellini.
“Lettera di una sconosciuta” e “Cime tempestose”. Amore è disamore – Tali di Angelo Di Liberto.
La lingua può nascondere la verità, gli occhi mai, capire? Margherita, il maestro e gli altri con loro – Tali di Claudia Zonghetti.
@AnnaLuciaFantastico


