Dal 9 all’11 ottobre tornano a Fano le Giornate di Letteraria, tre giorni dedicati ai libri, alla lettura e alla traduzione.
Il programma 2026 accompagnerà il pubblico attraverso incontri con gli autori e i traduttori finalisti del Premio, lectio magistralis, reading, dialoghi e momenti di approfondimento. Dalla narrativa contemporanea ai grandi classici, dal noir alla letteratura europea, fino al rapporto tra scrittura e traduzione, gli appuntamenti offriranno prospettive diverse sul mondo dei libri e sulle storie che attraversano lingue, generi ed epoche.
Tra gli ospiti, insieme ai finalisti di questa edizione, traduttori, scrittori e studiosi animeranno gli incontri in programma alla Mediateca Montanari, alla Pinacoteca San Domenico e negli altri luoghi delle Giornate.
Sabato 10 ottobre, alla Pinacoteca San Domenico, l’attesa serata di premiazione celebrerà i vincitori dell’edizione 2026.
La Sala Ipogea della Mediateca Montanari, gremita di giovani lettori e non solo, è stata lo scenario in cui sono stati svelati i 10 finalisti del Premio nell’edizione 2026. Come al solito cinque scrittori nella sezione Narrativa italiana e cinque traduttori per la sezione Narrativa in traduzione.
Al microfono si sono avvicendati gli studenti dei vari istituti scolastici che hanno stupito la platea con le loro narrazioni, le loro sensazioni e con la profondità delle considerazioni emerse dalla lettura attenta e indagatrice, nella quale tutti hanno trovato spunti di riflessione e motivo per riconoscersi.
Un pomeriggio ricco di contributi interessanti da cui tutti dovremmo trarre buoni insegnamenti.
Questo l’elenco dei finalisti. Chi avesse piacere può trarre spunto per interessanti letture in attesa delle Giornate del Premio del 9-10-11 ottobre 2026.
Finalisti per la narrativa italiana
Baldissera di Mauro, Ugo, edito da Elliot
Lorenza Gentile, La volta giusta, edito da Feltrinelli
Luca Poldelmengo, Indagine apparente, edito da Gallucci
Cecilia Rita, Mantide, edito da Nne
Giuliana Salvi, Clementina, edito da Einaudi
Finalisti per la narrativa straniera in traduzione
Dejan Atanackovic, Lusitania, edito da Bottega errante e tradotto da Valentina Marconi
Eugene, Lettera al mio dittatore, edito da Bottega errante e tradotto da Francesca Cosi e Alessandra Repossi
Michele Pedinielli, Boccanera, edito da Fandango e tradotto da Luca Bondioli
Liza Rizden, Quando le gru volano a sud, edito da Neri Pozza e tradotto da Laura Cangemi
Mark Twain, Le avventure di Tom Sawyer, edito da Mattioli 1885 e tradotto da Livio Crescenzi
Non mancate domenica 14 giugno 2026 alla MEMO – Mediateca Montanari. Vi sveleremo i nomi dei 10 finalisti del Premio Letteraria. Vi aspettiamo alle 15.45 per un pomeriggio pieno di sorprese.😁 Ci sarete? 😁🎉🌟✨🎊🏵️📚📚📔📕📓📈
Per il tredicesimo anno consecutivo, dopo fervidi preparativi, è partito l’ingranaggio del Premio Letteraria. I volumi arrivati dalle case editrici sono stati distribuiti alle scuole aderenti al progetto e gli studenti stanno operando le loro scelte di lettura. Il primo turno di votazioni si concluderà il 27 marzo 2026. Viene qui pubblicato l’elenco dei 👉titoli in concorso👈 affinché tutti possano avere la possibilità di scegliere e leggere. Buon viaggio tra le pagine di questi bellissimi libri.
Il testo integrale del bando della tredicesima edizione del Premio Letteraria è scaricabile in formato pdf a questo link. La scadenza per la presentazione delle opere è fissata per il 7 febbraio 2026.
Nel romanzo di Milena Agus, Notte di vento che passa, Cosima fa il suo ingresso nell’età adulta. La Agus non si aspettava che il romanzo piacesse così tanto ai giovani, così da farla arrivare alla finale del premio, perché il personaggio non è moderno. Le recensioni dei lettori giurati l’hanno convinta che Cosima non è retrodatata, perché la letterarizzazione non è immergersi nei libri, ma capire che la vita di tutti noi è un romanzo, che non esiste una sola vita di un umano che si possa dire “normale”. La letterarizzazione della vita rende Cosima speciale e spesso diventa la ricerca di un lieto fine. Il racconto è in prima persona e noi vediamo il mondo attraverso gli occhi di Cosima. La famiglia di Cosima è povera e ha molti problemi; il padre, pur essendo sempre disoccupato, ha una visione positiva del mondo, perché dipinge e questo gli dà la forza di vivere nell’immaginazione. Il personaggio preferito di Matteo Cellini, interlocutore di Milena Agus, è la mamma perché è una donna pragmatica. Matteo aggiunge che la forza della storia è nell’idea che ci si trova di fronte a un mondo ormai distrutto e che le giovani generazioni hanno purtroppo il compito di ricostruire. Milena ci spiega cosa è e come va superato il fatal flow (difetto fatale) che arriva a un punto culminante e poi può o meno risolversi. La Agus, prendendo a modello questa tecnica letteraria, parla della sua Sardegna, del suo immobilismo e dice che la Sardegna non ha mai superato il fatal flow, presente anche nei romanzi della Deledda, che già allora nei suoi romanzi dimostrava come in Sardegna non si riesca a superare il punto critico. L’unico modo sarebbe quello di fare come Bartleby di Herman Melville, dicendo “preferirei di no” quando le richieste si dimostrano negative per il territorio e la popolazione. Noi sardi, dice la Agus, soffriamo del mal di Sardegna come gli africani soffrono del mal d’Africa. Quando la sua famiglia viveva a Milano non c’era un sardo che non desiderasse ritornare nella sua terra. Il genius loci sardo, lo spiritello del luogo, è romantico e affascinante e instaura il desiderio nella popolazione. Questo romanzo è un piccolo miracolo, dice Matteo Cellini, in cui non sono presenti i social media eppure lo si legge come un romanzo estremamente moderno.