Serata di Premiazione XIII Edizione Premio Letteraria

In attesa di conoscere i vincitori, Francesco Falabella ha dato voce a Kurt Vonnegut in una pungente intervista immaginaria, conclusasi con un invito a riconoscere e custodire i nostri momenti di felicità.

La serata è proseguita con la presentazione di tutti gli scrittori e traduttori in concorso e la lettura di alcune recensioni delle opere candidate, scritte dagli studenti.

Alla presenza delle autorità, sono stati quindi proclamati i vincitori della manifestazione.

Il Premio LETTERARIA per la Sezione Traduzione è stato assegnato a Laura Cangemi per la traduzione del romanzo Quando le gru volano a Sud di Lisa Ridzen, edito da Neri Pozza. A consegnare il riconoscimento è stata Lucia Tarsi, Assessore alla Cultura del Comune di Fano.

Il Premio LETTERARIA per la Sezione Letteratura edita è stato consegnato dal Sindaco di Fano, Luca Ser Filippi, a Cecilia Rita per il romanzo Mantide, edito da NN Editore.

Quattro presentatori d’eccezione, Lorenzo Perlini, Angelica Malpassi, Martina Raiola e Luca Petrelli ci hanno accompagnati alla scoperta dei vincitori con la regia di Luca Campanelli. Gli intermezzi musicali sono stati composti ed eseguiti da Caterina Cercolani e Luca Chiarabaglio.

Gli studenti incontrano i finalisti del premio. Conducono Luca Campanelli ed Elena Grande.

Gli studenti delle scuole superiori che hanno presentato le proprie recensioni hanno dimostrato una notevole capacità di analisi, accompagnata da un forte coinvolgimento nei confronti dei titoli letti e apprezzati, senza tralasciare le criticità riscontrate nei diversi testi.

È emersa una grande attenzione ai luoghi incontrati durante la lettura, così come alla molteplicità dei personaggi. Tutti hanno evocato il termine «curiosità», ingrediente fondamentale per gli adolescenti alla ricerca del piacere di leggere.

I giovani lettori si sono dimostrati interessati a numerosi generi letterari, attratti soprattutto dalle storie misteriose e particolarmente attenti alla fragilità dei personaggi.

Grande interesse ha suscitato anche il lavoro del traduttore, sia per le tecniche adottate sia per gli strumenti utilizzati, compresa l’intelligenza artificiale, laddove impiegata, anche se per esigenze specifiche e non per la traduzione vera e propria. Gli autori, invece, hanno dichiarato di non farne uso, sottolineando come, per scrivere, sia fondamentale leggere, studiare e ricercare uno stile personale.

La lingua batte… Amori e disamori letterari

“Passarono ancora otto giorni: e poi dieci”. Nessuno scrive come Silvio D’Arzo -Talk di Matteo Cellini.

“Lettera di una sconosciuta” e “Cime tempestose”. Amore è disamore – Tali di Angelo Di Liberto.

La lingua può nascondere la verità, gli occhi mai, capire? Margherita, il maestro e gli altri con loro – Tali di Claudia Zonghetti

Trovare una stanza tutta per sé. Lorenza Gentile e Giuliana Salvi dialogano con Gino Cecchini

La volta giusta e Clementina sono le storie di due donne che cercano la loro strada. Clementina e Lucilla vengono da due epoche diverse, ma entrambe vogliono trovare un altro sé attraverso un percorso di emancipazione.

Il personaggio di Lucilla, nel romanzo La volta giusta, si trova ad affrontare un’esperienza tutta da sola. Clementina, invece, è una donna che rimane vedova con tre figli ed è costretta a tornare a vivere con le sue sorelle a Lecce.

La consapevolezza di Clementina si contrappone all’incertezza di Lucilla, che diventa sempre ciò che gli altri vogliono che sia.

Entrambe entrano in contatto con l’umanità attraverso esperienze diverse. Lucilla, nella locanda, conosce una molteplicità di persone, mentre Clementina fonda una scuola, entrando così in contatto con la popolazione del posto.

La comunità in cui si trova Lucilla la accetta per quello che è, ma le viene richiesto di svelarsi. Clementina, invece, diventerà un’insegnante benvoluta e conosciuta in tutta la città di Lecc

Sarà un bagno di sangue, ma sarà bellissimo. “Lettera al mio dittatore”. Un atto di accusa emozionante, dolente e ironico. Dialogo tra Francesca Così e Alessandra Repossi.

Il dittatore di cui si parla nel libro è Nicolae Ceaușescu, i cui «reperti» sono conservati nelle sue ville sul Mar Nero e nelle residenze di Bucarest. Questi luoghi testimoniano una vita trascorsa nel lusso più sfrenato.Lo scrittore si rivolge direttamente al Presidente e, fin dall’incipit, si congratula con se stesso per non avere nulla in comune con lui. Ricorda infatti di aver vissuto in una casa piccola e modesta, lontana anni luce dai palazzi del potere.Accanto al dittatore c’era la moglie Elena, che amava essere definita «grande scienziata di fama internazionale». Di solito dietro i dittatori ci sono sempre donne che li manipolano e li spingono a ad osare sempre di più.Le traduttrici hanno deciso di portare a termine il lavoro durante il loro soggiorno presso una Casa della traduzione in Svizzera.Nel libro, lo scrittore intreccia la propria storia personale con quella nazionale, raccontando le vicende dei suoi genitori e quelle dell’intero popolo romeno. Lo fa attraverso una scrittura caratterizzata da una grandissima ironia, che permette al lettore di alternare il riso e il sorriso a momenti di riflessione.L’opera offre così uno spunto per riflettere sulla figura dei coniugi Ceaușescu e, più in generale, sui dittatori che, dopo aver raggiunto l’apice del potere, intraprendono inevitabilmente la parabola discendente. Il loro regime si conclude tragicamente il 25 dicembre 1989, quando Nicolae ed Elena Ceaușescu vengono fucilati.

“Hanno ucciso Habibi” , lettura scenica di Isabella Carloni

Una lettura scenica di Isabella Carloni, Hanno ucciso Abibi, intensa ed emozionante, che è arrivata dritta all’anima e alla pancia, smuovendo sentimenti di pietà, ma anche di profonda rabbia.

Non possiamo che sperare che questa guerra insensata finisca presto e che tutti possano tornare a vivere in pace e serenità.

La lettura è tratta dal memoir di Shruoq Aila, tradotto da Anna Nadotti ed è magistralmente accompagnata dalle percussioni Mediterranee di Francesco Savoretti.