Trovare una stanza tutta per sé. Lorenza Gentile e Giuliana Salvi dialogano con Gino Cecchini

La volta giusta e Clementina sono le storie di due donne che cercano la loro strada. Clementina e Lucilla vengono da due epoche diverse, ma entrambe vogliono trovare un altro sé attraverso un percorso di emancipazione.

Il personaggio di Lucilla, nel romanzo La volta giusta, si trova ad affrontare un’esperienza tutta da sola. Clementina, invece, è una donna che rimane vedova con tre figli ed è costretta a tornare a vivere con le sue sorelle a Lecce.

La consapevolezza di Clementina si contrappone all’incertezza di Lucilla, che diventa sempre ciò che gli altri vogliono che sia.

Entrambe entrano in contatto con l’umanità attraverso esperienze diverse. Lucilla, nella locanda, conosce una molteplicità di persone, mentre Clementina fonda una scuola, entrando così in contatto con la popolazione del posto.

La comunità in cui si trova Lucilla la accetta per quello che è, ma le viene richiesto di svelarsi. Clementina, invece, diventerà un’insegnante benvoluta e conosciuta in tutta la città di Lecce.

@AnnaLuciaFantastico

Sarà un bagno di sangue, ma sarà bellissimo. “Lettera al mio dittatore”. Un atto di accusa emozionante, dolente e ironico. Dialogo tra Francesca Cosi e Alessandra Repossi.

Il dittatore di cui si parla nel libro è Nicolae Ceaușescu, i cui «reperti» sono conservati nelle sue ville sul Mar Nero e nelle residenze di Bucarest. Questi luoghi testimoniano una vita trascorsa nel lusso più sfrenato.Lo scrittore si rivolge direttamente al Presidente e, fin dall’incipit, si congratula con se stesso per non avere nulla in comune con lui. Ricorda infatti di aver vissuto in una casa piccola e modesta, lontana anni luce dai palazzi del potere.Accanto al dittatore c’era la moglie Elena, che amava essere definita «grande scienziata di fama internazionale». Di solito dietro i dittatori ci sono sempre donne che li manipolano e li spingono a ad osare sempre di più.Le traduttrici hanno deciso di portare a termine il lavoro durante il loro soggiorno presso una Casa della traduzione in Svizzera.Nel libro, lo scrittore intreccia la propria storia personale con quella nazionale, raccontando le vicende dei suoi genitori e quelle dell’intero popolo romeno. Lo fa attraverso una scrittura caratterizzata da una grandissima ironia, che permette al lettore di alternare il riso e il sorriso a momenti di riflessione.L’opera offre così uno spunto per riflettere sulla figura dei coniugi Ceaușescu e, più in generale, sui dittatori che, dopo aver raggiunto l’apice del potere, intraprendono inevitabilmente la parabola discendente. Il loro regime si conclude tragicamente il 25 dicembre 1989, quando Nicolae ed Elena Ceaușescu vengono fucilati.

@AnnaLuciaFantastico

“Hanno ucciso Habibi” , lettura scenica di Isabella Carloni

Una lettura scenica di Isabella Carloni, Hanno ucciso Abibi, intensa ed emozionante, che è arrivata dritta all’anima e alla pancia, smuovendo sentimenti di pietà, ma anche di profonda rabbia.

Non possiamo che sperare che questa guerra insensata finisca presto e che tutti possano tornare a vivere in pace e serenità.

La lettura è tratta dal memoir di Shruoq Aila, tradotto da Anna Nadotti ed è magistralmente accompagnata dalle percussioni Mediterranee di Francesco Savoretti.

@AnnaLuciaFantastico

Accidenti, ma la febbre della primavera! Classici che non invecchiano: 150 anni di Tom Sawyer. Reading di Livio Crescenzi

Mark Twain non è il vero nome dell’autore, ma uno pseudonimo derivato da un’espressione inglese legata alla misurazione della profondità del fiume da un battello.

Il traduttore si definisce un «operaio della lingua» e, attraverso diversi esempi, dimostra quanto sia complesso decodificare un testo scritto in lingua inglese. La letteratura inglese si caratterizzava per la capacità di rivolgersi a un pubblico ampio, scrivendo per tutti coloro che desideravano leggere. Al contrario, la letteratura italiana era tradizionalmente destinata a un pubblico colto. Un primo autore che introduce nei testi letterari i registri linguistici popolari è sicuramente Giovanni Verga.

Mark Twain è considerato il «Lincoln della letteratura americana», poiché è stato tra i primi a valorizzare i registri linguistici del popolo, dando voce a una letteratura cruda e vicina alla realtà quotidiana.

Livio Crescenzi paragona il traduttore a un liutaio: così come quest’ultimo non scolpisce semplicemente il legno, ma ne ricava uno strumento comprendendone la fibra e le caratteristiche, allo stesso modo il traduttore deve saper riconoscere e valorizzare le potenzialità del testo originale, rispettandone la natura e le peculiarità linguistiche.

@AnnaLuciaFantastico

Da mefistofelico a epicureo. Baldissera Di Mauro dialoga con Filippo la Porta

Ugo è un romanzo profondamente intessuto di filosofia, pur senza mai assumere un carattere didascalico. In un’epoca in cui sembra necessario vendersi come scrittori o filosofi, il nostro autore si distingue perché possiede una conoscenza approfondita della filosofia e non ha bisogno di esibirla né di trasformarla in uno strumento di autopromozione.

Il romanzo si sviluppa attraverso una narrazione ironica e picaresca, avvincente nel suo svolgimento e culminante in una redenzione finale.

La bruttezza del protagonista mette in luce lo squilibrio presente nella natura e richiama una lunga tradizione culturale nella quale la deformità viene interpretata come una sorta di castigo e i personaggi negativi incarnano fisicamente il male. Chi porta su di sé il segno della bruttezza finisce così per percepirla come una gabbia, una condizione che limita la propria libertà e influenza il modo in cui viene guardato e giudicato dagli altri.

La vera letteratura, tuttavia, nasce dalla vita dello scrittore, dalla sua esperienza autentica e dal bisogno di esprimere qualcosa di profondo, non dalla volontà di apparire. Ugo nasce proprio da un momento di verità. Quando ha scritto il romanzo, l’autore si trovava a sua volta rinchiuso in una gabbia di sofferenza, così come Ugo era prigioniero della propria gabbia di bruttezza. Due prigionie diverse, ma accomunate dalla stessa difficoltà di trovare una via d’uscita. In questo senso, la scrittura diventa molto più di un esercizio letterario: si trasforma in una forma di terapia, in uno strumento attraverso il quale dare voce al dolore e tentare di superarlo. È forse proprio da questa corrispondenza profonda tra la vita dell’autore e quella del suo personaggio che il romanzo trae la sua autenticità e la sua forza espressiva.

@AnnaLuciaFantastico

Dal libro autobiografico di Shrouq Aila la lettura scenica di Isabella Carloni

Tra le proposte della XIII edizione del Premio Letteraria ricordiamo con piacere la Lettura Scenica tratta dal libro autobiografico della giornalista palestinese Shrouq Aila, pubblicato in Italia da Wetlands nel 2025 e tradotto da Anna Nadotti, che andrà in scena Venerdì 9 ottobre 2026, alle ore 22.30 presso la Chiesa di Santa Maria del Suffragio. La lettura sarà interpretata da Isabella Carloni accompagnata dalle percussioni Mediterranee di Francesco Savoretti.