Il falso storico è presente in molte forme e oggi c’è la creazione di falsi storici con l’utilizzo, per esempio, dell’intelligenza artificiale. Questa è una nuova frontiera che non sappiamo ancora dove ci porterà.
La storia è sicuramente legata al passato, ma il passato non potrà mai essere perfettamente ricostruito. Lo storico si focalizza sull’evento più importante. Non abbiamo il “vero storico”, non ce l’ha il testimone e non ce l’ha lo storico. Lo storico non vive il passato che racconta e non ha il nitore di chi ha vissuto la storia come esperienza diretta. Lo storico nel suo agire cerca la tracce del passato e lo ricostruisce con ciò che è rimasto nel presente. Le tracce non sono il passato, ma ombre di qualcosa che rimane e il presente ci condiziona nella narrazione. Le fonti ci sono e costituiscono il metodo, ma è la visione che cambia. La verità rimane sempre un obiettivo a cui lo storico tende, ma che non potrà mai pienamente raggiungere, anche se si cerca sempre di verificare al meglio per ricostruire gli aspetti salienti dei fatti. Una cosa è vera quando è raccontata in modo nitido.
Ci sono narrazioni false che nascono da credenze popolari. Uno dei falsi che ci ha accompagnati negli anni 2000 sono I diari di Mussolini, che erano già stati dimostrati come falsi. Più difficile è falsificare i contesti, modificandone una parte ed estrapolandoli da un contesto più ampio. Talvolta ci sono parti di discorsi veri, ma vengono rimosse alcune parti che potrebbero spiegare i fatti.
