Conclusa la VII edizione del Premio Giornate di Letteraria: bilancio positivo

Si è conclusa anche questa VII edizione di Letteraria e insieme a una grande stanchezza, perché le circostanze hanno reso tutto più difficile, c’è in me anche una grande gioia. Due forze ha Letteraria che non credo sia di altre manifestazioni culturali. La prima sono i suoi giovani, che in questi tre giorni sono stati meravigliosi. Li stringo tutti in un abbraccio e non me ne vorranno gli altri se uno un po’ più forte lo lascio per Agnese, Bianca, Daniele, Ilaria, Lea, Luca, Mauro e Pryatama. Gli consegnerei le chiavi del paese, se potessi, per la loro serietà, dedizione, e per la loro cultura e intelligenza. La seconda forza è il clima conviviale (nel senso più alto del termine) che Letteraria riesce a creare tra i suoi ospiti. Li sottopone, è vero, a una prova di resistenza, ma alla fine di tre Giornate nascono, ogni volta, legami e affetti. Ringrazio quelli che hanno sfidato i tempi e i lunghi viaggi per stare con noi, a loro va la mia immensa riconoscenza: Bruno Arpaia, per la sua comprensione e il suo garbo, Andrea Donaera, che è stato una grande scoperta, Claudio Fava, perché i giovani hanno bisogno di incontrare chi restituisca a loro delle verità, Gina Maneri, per la sua gentilezza e la sua rara umiltà, Anna Mioni, per la sua apertura di idee e la sua affabilità, Sebastiano Pezzani, per la generosità e simpatia, Monica Pareschi per l’altezza di ingegno e Costanza Rizzacasa D’Orsogna per la sua autenticità di racconto. E ringrazio anche coloro che nonostante la distanza hanno saputo regalarmi emozioni: Viola Ardone e Marcelo Figueras. Un grazie a chi ha accompagnato i nostri finalisti con sapienza, entrando in punta di piedi ma con intelligenza nelle pagine dei loro libri e del loro mestiere: Rossana Cecchi, Gino Cecchini, Sara Cucchiarini, Giulia Lanciotti, Anya Pellegrin e Andrea Toscani. Permettetemi un grazie particolare a Paola Servillo per l’acume con cui legge e per la ‘voce’ che ha prestato alle pagine del romanzo di Ardone. Grazie all’immenso Vincenzo Failla che in venti minuti ci ha mostrato la grandezza del suo mestiere di attore, e a Edoardo Giannelli per il dono della sua musica. Un grazie anche a tutti i miei compagni di viaggio pronti a rivestire ogni ruolo: di tassisti, ciceroni, maschere improvvisate, fini conversatori, oculati contabili, compilatori di scartoffie. Si chiamano Paola, Anna Lucia, Giulia, Gino, Sofia e Eleonora, l’ultima arrivata ma già una promessa per il futuro. Grazie a quanti ci hanno seguito in presenza, sfidando Covid e pioggia, come Pina Pica che se l’è fatta fin qui da Roma, e a distanza, come la mia adorata Claudia Zonghetti che avrei voluto con noi. Infine un grazie a quanti, con il loro contributo, hanno reso possibile l’avventura.