Il testo integrale del bando della undicesima edizione del Premio Letteraria è scaricabile in formato pdf a questo link. La scadenza per la presentazione delle opere è fissata per l’ 8 febbraio 2024.

Il testo integrale del bando della undicesima edizione del Premio Letteraria è scaricabile in formato pdf a questo link. La scadenza per la presentazione delle opere è fissata per l’ 8 febbraio 2024.


Vince il Premio Letteraria per la sezione Letteratura Italiana edita
Stefano Redaelli con “Ombra mai più” edito da NEO
Vince il Premio Letteraria per la sezione Letteratura in traduzione:
Nicola Manuppelli con “L’autobiografia di Miss Jane Pittman” di Ernest J. Gaines, edito da Mattioli 1885.
Ai vincitori vanno i complimenti e gli auguri di quanti li hanno sostenuti e da tutto lo staff del Premio.









Gaia Cenciarelli è un’insegnante e si presenta in finale al Premio Letteraria con il romanzo “Domani interrogo”. È un romanzo carattetizzato da un dialetto estremo della borgata romana, intriso di parolacce ma, nonostante questo, è un romanzo estremamente raffinato perché misurato e bilanciato. I capitoli sono scanditi con il programma di lingua inglese della docente che insegna in quella scuola. È un romanzo raffinato perché la scrittrice è riuscita a descrivere i rapporti variegati tra i ragazzi con estrema misura. Il romanzo è fortemente autobiografico e nasce dalla prima esperienza di supplenza in una scuola della periferia più degradata di Roma. L’autrice dice che è la scuola il posto in cui stare adesso, perché è l’ultimo presidio delle democrazia. Puntare la luce su ragazzi che vivono una realtà difficile: questa è stata la motivazione a scrivere. L’insegnante deve arrivare a comunicare con questi ragazzi, nominando il loro mondo per aprirsi un varco e condurli a usare altre parole. Il paradosso è stato imparare un lessico diverso per aiutarli a usare un altro linguaggio, altre parole, per dimostrare loro che esiste altro fuori dal loro mondo, ciò che potrebbe servire a far cambiare loro prospettiva.




L’universo non è benevolo e spesso non ci considera, mentre a volte l’universo ci guarda e al mondo succedono più cose brutte di quanto immaginiamo. In “La volontà del male” un terribile delitto compiuto nel passato si trasforma in un’ossessione. È un romanzo labirinto in cui ci si perde. Il lettore viene continuamente spiazzato, c’è sempre l’illusione della comprensione sia da parte dei personaggi che da parte dei lettori. Questi credono di aver capito le dinamiche ma, man mano che i personaggi parlano, il punto di vista si capovolge; i personaggi e lo stesso traduttore vanno alla deriva a causa dalla frammentarietà, anche se poi c’è una spiegazione data dagli eventi tragici successi nel passato. Diventa sempre più difficile distinguere tra realtà fantasia e allucinazione. Alla fine del romanzo il lettore dovrebbe trovarsi in una posizione privilegiata, mentre in realtà non sa tutto dei personaggi, si trova in mano le tessere di un puzzle le cui tessere si incastrano in modi diversi o non si incastrano affatto.





Le traduttrici presentano due libri pensati per ragazzi, ma poi editi in Italia come libri per adulti. In realtà “Bambina nera sogna”, di Jacqueline Woodson, ha le caratteristiche di un libro adatto a tutti. Anche “Il mio albero di arance dolci” è un classico per ragazzi della tradizione brasiliana, ma Annabella Campanozzi, nel tradurre, ha voluto dimenticare che fosse un libro per ragazzi e lo ha pensato come un libro per adulti. Nella sua traduzione il libro si sta collocando nella fascia che va da quindici anni in su, adatto a ragazzi e adulti. Il libro di De Vasconcelos era già stato pubblicato negli anni 70 perché l’editore era sostanzialmente “innamorato” dell’autore, ma è stato ritradotto e rilanciato sul mercato italiano. La forma data al libro “Il mio albero di arance dolci” aiuta il lettore ad accostarsi alla lettura, dato che le cose scritte da Vasconcelos nel libro sarebbero difficilmente attribuibili a una bambina. Il libro ricorda un po’ l’italia degli anni cinquanta e le periferie delle città, un’immagine del Brasile sicuramente inedita, che noi non immaginiamo. In ambedue i casi siamo di fronte a una trasfigurazione, perché l’autrice è la protagonista. Anche la Woodson racconta di una famiglia che evidentemente è la sua. Ha dichiarato che le capita che i suoi lettori, sapendo che si tratta di una saga, le chiedano come stanno i suoi fratelli.




