L’avventura di diventare grandi nella storia: Bianca Belogi dialoga con Chiara Baffa a Annabella Campanozzi

Le traduttrici presentano due libri pensati per ragazzi, ma poi editi in Italia come libri per adulti. In realtà “Bambina nera sogna”, di Jacqueline Woodson, ha le caratteristiche di un libro adatto a tutti. Anche “Il mio albero di arance dolci” è un classico per ragazzi della tradizione brasiliana, ma Annabella Campanozzi, nel tradurre, ha voluto dimenticare che fosse un libro per ragazzi e lo ha pensato come un libro per adulti. Nella sua traduzione il libro si sta collocando nella fascia che va da quindici anni in su, adatto a ragazzi e adulti. Il libro di De Vasconcelos era già stato pubblicato negli anni 70 perché l’editore era sostanzialmente “innamorato” dell’autore, ma è stato ritradotto e rilanciato sul mercato italiano. La forma data al libro “Il mio albero di arance dolci” aiuta il lettore ad accostarsi alla lettura, dato che le cose scritte da Vasconcelos nel libro sarebbero difficilmente attribuibili a una bambina. Il libro ricorda un po’ l’italia degli anni cinquanta e le periferie delle città, un’immagine del Brasile sicuramente inedita, che noi non immaginiamo. In ambedue i casi siamo di fronte a una trasfigurazione, perché l’autrice è la protagonista. Anche la Woodson racconta di una famiglia che evidentemente è la sua. Ha dichiarato che le capita che i suoi lettori, sapendo che si tratta di una saga, le chiedano come stanno i suoi fratelli.

Lectio Magistralis di Filippo La Porta: la Letteratura come visione indiretta del male

Filippo La Porta, saggista, giornalista e critico letterario italiano, nella sua Lectio Magistralis, ci ha parlato della letteratura italiana, affrontando argomenti importanti che saranno approfonditi ulteriormente domani, 8 ottobre, durante l’incontro “Le tendenze della narrativa italiana contemporanea“, che si terrà presso la Pinacoteca San Domenico alle ore 18.30 e che vedrà come protagonisti, oltre a Filippo La Porta, lo scrittore Tommaso Pincio e Fabrizio Marcantoni, libraio.

– Scrivo per alcune testate giornalistiche – dice Filippo La Porta – e mi arrivano tanti romanzi, ma anche molti dattiloscritti -. Poi prosegue dicendo che ogni tanto parla con le persone che gli scrivono e fa notare che spesso i romanzi ricevuti sono deboli e i suoi interlocutori rispondono che ciò che scrivono nasce da un sentimento sincero. Non basta, dice il giornalista, uno può essere sincero al massimo, ma non ha trovato la precisione necessaria. C’ è un famoso apologo che raccontava il noto scrittore Raffaele La Capria, molto illuminante su questo. Raffaele La Capria aveva dieci anni, faceva i compiti a casa nella sua cameretta e un uccellino entra nella stanza e si posa sulla sua spalla. Ci si può immaginare l’emozione di questo ragazzino con un uccellino sulla spalla. Il giovanissimo La Capria corre dalla mamma che stava stirando e riferisce il fatto, ma lei non coglie l’importanza dell’emozione che il bambino aveva attribuito all’accaduto e gli risponde di lasciarla lavorare. Tempo dopo La Capria comprende di aver avuto una forte emozione ma non era sufficiente averla provata: per poterla trasmettere bisogna trovare “l’equivalente linguistico ed espressivo dell’emozione provata”, altrimenti non si riesce a trasmetterla.

Tornando alle parole precisione e incanto, Filippo La Porta dice che in Calvino c’era la precisione, cioè l’ossessione delle parole. L’incanto è l’altra parte della letteratura. Calvino amava la letteratura fantastica che in Italia non è molto considerata. La scrittura letteraria non solo deve essere precisa, ma deve avere una capacità evocativa, deve sempre evocare più mondi, deve sempre evocare più dimensioni. La parola letteraria non è fatta solo di informazioni formali, la parola letteraria è espressione, è una parola plurale che evoca continuamente altri mondi.

La Lectio Magistralis è stata preceduta dl reading “Leggero, rapido, esatto, visibile, molteplice Calvino”, un racconto letto da Luca Petrelli 👉(video), con la musica di Fatjon Zefi e i disegni di Beatrice Sartini.

Elsa Morante, “eterno ragazzo”, nel libro di Angela Bubba

Angela Bubba, grande studiosa e conoscitrice di Elsa Morante, a cui ha dedicato le sue due tesi di laurea, ci racconta della vita e dell’opera di questa immensa scrittrice, protagonista della letteratura del 900 che, per tutta la sua vita, ha dovuto fare i conti con l’aborto vissuto in giovinezza e con la sua impossibilità di essere madre. La forza dell’ attualità di Elsa Morante sta proprio nella sua inattualità: sempre in ritardo, ma in anticipo rispetto agli anni in cui visse. La lettura de “L’ isola di Arturo”, che ha folgorato la scrittrice quando, a sedici anni, frequentava il liceo, l’ha portata a indagare l’opera della Morante e a convincersi che si identificava nel suo protagonista Andrea, salvo rivedere la sua posizione quando lesse una lettera in cui il poeta Umberto Saba affermava che “la sua nostalgia di essere un ragazzo era in lealtà la nostalgia di non aver messo al mondo un ragazzo” e quindi in realtà Elsa si identificava nella madre di Arturo. Da qui l’autrice ha riletto l’intera opera della Morante, considerando l’arte come compensazione delle mancanze della vita.

X Edizione Premio Letteraria 2023

Tutto pronto per la nuova edizione del Premio, la X. Una nuova esperienza che porterà a Fano i dieci tra autori e traduttori votati dagli studenti delle scuole superiori durante tutte le fasi del Premio.

Il programma è disponibile anche a questo 👉 link

Non ci resta che aspettare le giornate del Premio seguendo il counter 👉👉👉

Finalisti X Edizione Premio Letteraria

Come già annunciato via social, per problemi tecnici non è possibile condividere i podcast relativi ai dieci finalisti della X Edizione del Premio Letteraria 2023.

L’appuntantamento è solo lievemente rimandato e i podcast saranno visibili quanto prima. Riusciamo comunque a condividere in anteprima alcune immagini scattate proprio mentre i podcast venivano girati nella Redazione Giovani, in un ambiente pieno di energia e di idee vivaci.

Vogliamo intanto annunciare i dieci finalisti autori e traduttori di questa edizione del Premio: in particolare, cinque autori per la narrativa italiana e cinque traduttori per la narrativa straniera in traduzione. 

Concluso il secondo turno di lettura che ha offerto la possibilità di scegliere a 1100 studenti lettori tra i 120 titoli in concorso, si è dato luogo alle votazioni che hanno decretato i dieci finalisti.

Inizia ora il terzo turno di lettura che vedrà protagonisti i finalisti e poi, il 6,7,8 ottobre 2023, durante le Giornate di Letteraria conosceremo i vincitori.

Attraverso i podcast sarà possibile entrare nel mondo dei giovani lettori e capire cosa li ha appassionati durante la lettura.

Non ci resta che annunciare i dieci finalisti e invitarvi alla visione dei podcast non appena saranno condivisi.

Narrativa italiana

Angela Bubba, Elsa, Ponte alle Grazie

Gaja Cenciarelli, Domani interrogo, Marsilio Editori 

Asmae Dachan, Cicatrice su tela, Castelvecchi Editore 

Stefano Redaelli, Ombra mai più, Neo Edizioni

Fosca Salmaso, Mia sorella, Il saggiatore 

Narrativa straniera in traduzione

Nariné Abgarjan, Simon, Brioschi Editore, tradotto da Claudia Zonghetti

Dan Chaon, Sleepwalk, NN Editore, tradotto da Silvia Castoldi

Ernest J. Gaines, L’autobiografia di Miss Jane Pittman, Mattioli 1885, tradotto da Nicola Manuppelli


José M. de Vasconcelos, Il mio albero di arance dolci, Blackie Edizioni, tradotto da Annabella Campanozzi

Jacqueline Woodson, Bambina nera sogna, Fandango, tradotto da Chiara Baffa