L’avventura di diventare grandi nella storia: Bianca Belogi dialoga con Chiara Baffa a Annabella Campanozzi

Le traduttrici presentano due libri pensati per ragazzi, ma poi editi in Italia come libri per adulti. In realtà “Bambina nera sogna”, di Jacqueline Woodson, ha le caratteristiche di un libro adatto a tutti. Anche “Il mio albero di arance dolci” è un classico per ragazzi della tradizione brasiliana, ma Annabella Campanozzi, nel tradurre, ha voluto dimenticare che fosse un libro per ragazzi e lo ha pensato come un libro per adulti. Nella sua traduzione il libro si sta collocando nella fascia che va da quindici anni in su, adatto a ragazzi e adulti. Il libro di De Vasconcelos era già stato pubblicato negli anni 70 perché l’editore era sostanzialmente “innamorato” dell’autore, ma è stato ritradotto e rilanciato sul mercato italiano. La forma data al libro “Il mio albero di arance dolci” aiuta il lettore ad accostarsi alla lettura, dato che le cose scritte da Vasconcelos nel libro sarebbero difficilmente attribuibili a una bambina. Il libro ricorda un po’ l’italia degli anni cinquanta e le periferie delle città, un’immagine del Brasile sicuramente inedita, che noi non immaginiamo. In ambedue i casi siamo di fronte a una trasfigurazione, perché l’autrice è la protagonista. Anche la Woodson racconta di una famiglia che evidentemente è la sua. Ha dichiarato che le capita che i suoi lettori, sapendo che si tratta di una saga, le chiedano come stanno i suoi fratelli.