“Avevo vent’anni. Non permetterò a nessuno di dire che è la più bella età della vita “

La frase riportata è dello scrittore francese Paul Nizan, ricordato come talentuoso, impegnato e refrattario ai compromessi, ancora oggi modello a cui aspirare per i giovani. Nel tempo l’incipit citato è diventato quasi proverbiale.

Da questa frase inizia il dialogo condotto dal Professor Gino Cecchini che ha coinvolto due dei finalisti della XII edizione del Premio Letteraria: Alessio Parmigiani col romanzo Stelle per pianeti di NNE Editore e Nikolai Prestìa col romanzo La coscienza delle piante.

Tra i temi affrontati durante il dibattito risaltano quelli legati alla condizione giovanile ai nostri giorni: il senso di solitudine, le incomprensioni, le difficoltà o la totale mancanza di comunicazione con il mondo degli adulti.

Nel romanzo “Stelle per pianeti” la città di Lavagna, descritta in modo cupo con il suo senso di solitudine topico, determina la vita dei due protagonisti e indaga sull’amicizia e sul suo valore. Il romanzo “La coscienza delle piante” racconta la crisi del giovane Marco e del suo senso di fallimento da cui riemerge superando la rabbia di vivere in un’epoca in cui i risultati valgono più del percorso .

I due giovani autori durante il dialogo si sono distaccati dai contenuti dei loro romanzi e, volendo accostarsi ai giovani lettori protagonisti del Premio, hanno sottolineato la necessità di credere in sé stessi e valorizzarsi cercando un punto di equilibrio e non al contrario sminuirsi. Un avviso molto importante è quello di abituarsi al fallimento, pensandolo come un punto da cui ripartire, correggendo il tiro. Il mondo in cui i ragazzi crescono è un mondo che corre velocissimo e aumenta le distanze generazionali, difficilissime da colmare. Bisogna sempre tenere in considerazione l’idea del cambiamento. Cambiare significa spostarsi, ma anche fermarsi, perché il cambiamento è il motore dell’esistenza.

Tra graphic novel e cinema: narrare per immagini

Un interessante excursus nella storia dell’uso che il cinema fa delle immagini. Sin dai tempi più remoti le immagini hanno raccontato storie; le pitture rupestri erano quelle che sono adesso le grafic novel. Stefano Gardini, illustratore, visual storyteller e docente presso l’Accademia delle belle arti di Rimini, ci ricorda che il primo fumetto e la prima proiezione dei fratelli Lumière sono avvenuti nello stesso anno. Per fare un ulteriore esempio cita la figura di Joker che è tratta dal romanzo di Victor Hugo “Luomo che ride”, nel quale c’è un personaggio affetto da una paresi facciale che gli conferisce un ghigno che nella rappresentazione fumettistica è la caratteristica principale di Joker. Durante la grande crisi del ’29 negli Stati Uniti, quando per aiutare la gente a rilassarsi e non pensare ai problemi si proiettavano gratuitamente i film, si comprese che il fumetto avrebbe avuto un grande futuro. Nel tempo la sua evoluzione è stata costante e se fino a un certo punto i disegnatori ricevevano richieste soprattutto dal settore pubblicitario, in seguito, a partire dagli anni ’70, l’interesse si è spostato su una vera e propria narrazione di storie vere di persone reali. Da quel momento anche i fumetti dei supereroi si sono elevati a graphic novel. Attualmente il GN ha grande rilevanza nell’editoria nazionale e ci fornisce un enorme ventaglio di scelta.

Marco Labbate – Vero e falso storico: confini e insidie di due paradigmi nel mondo contemporaneo

Il falso storico è presente in molte forme e oggi c’è la creazione di falsi storici con l’utilizzo, per esempio, dell’intelligenza artificiale. Questa è una nuova frontiera che non sappiamo ancora dove ci porterà.

La storia è sicuramente legata al passato, ma il passato non potrà mai essere perfettamente ricostruito. Lo storico si focalizza sull’evento più importante. Non abbiamo il “vero storico”, non ce l’ha il testimone e non ce l’ha lo storico. Lo storico non vive il passato che racconta e non ha il nitore di chi ha vissuto la storia come esperienza diretta. Lo storico nel suo agire cerca la tracce del passato e lo ricostruisce con ciò che è rimasto nel presente. Le tracce non sono il passato, ma ombre di qualcosa che rimane e il presente ci condiziona nella narrazione. Le fonti ci sono e costituiscono il metodo, ma è la visione che cambia. La verità rimane sempre un obiettivo a cui lo storico tende, ma che non potrà mai pienamente raggiungere, anche se si cerca sempre di verificare al meglio per ricostruire gli aspetti salienti dei fatti. Una cosa è vera quando è raccontata in modo nitido.

Ci sono narrazioni false che nascono da credenze popolari. Uno dei falsi che ci ha accompagnati negli anni 2000 sono I diari di Mussolini, che erano già stati dimostrati come falsi. Più difficile è falsificare i contesti, modificandone una parte ed estrapolandoli da un contesto più ampio. Talvolta ci sono parti di discorsi veri, ma vengono rimosse alcune parti che potrebbero spiegare i fatti.

Annalisa Romani: L’influenza del femminismo e delle scienze sociali nella letteratura d’oltralpe: la traduzione come interrogazione radicale.

Il testo preso in considerazione per aprire il discorso della lectio magistralis è Ricco quanto il re di Abigail Assor nella sua traduzione italiana. Annalisa Romani ha mostrato come in questo libro la sociologia e il femminismo agiscano non solo come elementi intertestuali, ma come assetti che strutturano la finzione letteraria, di cui è importante tenere conto, sia nella pratica che nella postura traduttiva. 

Tradurre questo tipo di letteratura, dove i personaggi sono l’incarnazione di diversi tipi sociali che nei dialoghi mostrano il linguaggio del proprio milieu di appartenenza, impone una riflessione sulle diverse pratiche linguistiche della lingua italiana e il loro rapporto alla correttezza, alla legittimità, al modello normativo. Porta inevitabilmente anche a un confronto con chi, in altri ambiti artistici, questa tensione l’ha già magnificamente rappresentata nella lingua italiana. 

L’intervento si è concluso con una riflessione sul diverso valore delle lingue nel mercato editoriale, e su come questo influenzi le condizioni di lavoro e la visibilità di chi traduce.

Tele Fano nella sua rassegna Occhio alla Notizia presenta la XII edizione del Premio Letteraria

Un migliaio gli studenti degli istituti superiori coinvolti anche nella dodicesima edizione di “Letteraria”, che dal 10 al 12 ottobre 2025 celebrerà la sua tre giorni conclusiva, ospitando gli autori e i traduttori finalisti e decretando i vincitori del premio.

Precisazione sul traduttore Leonardo Marcello Pignataro

Durante la stesura del Programma della XII edizione del Premio Letteraria è stato erroneamente scritto che Leonardo Marcello Pignataro traduce anche gli audiovisivi. Per precisione si puntualizza che è traduttore di narrativa e saggistica dall’inglese e dal russo e traduttore per l’adattamento audiovisivo ✌️​.