Annunciati i vincitori del Premio Letteraria 2019

Giovanna Granato con la traduzione del romanzo La casa dei nomi di Colm Tóibín e Claudia Zonghetti con la traduzione di E dal cielo caddero tre mele di Narine Abgarjan sono le vincitrici ex aequo del Premio Letteraria per la sezione Romanzo in traduzione.

Il Premio Letteraria per la sezione autori va a Enrico Ianniello con il romanzo La compagnia delle illusioni.

La menzione Letteraria in città va a Gala Maria Follaco per la traduzione del romanzo Tokio express. Il riconoscimento è attribuito al libro che la cittadinanza ha maggiormente apprezzato e preso in prestito presso la Memo Mediateca Montanari. Quest’anno la vincitrice della menzione ha ricevuto in premio una tela raffigurante uno scorcio della città di Fano eseguito dalla pittrice Anna Lucia Fantastico.

Alla presenza del Sindaco Massimo Seri, dell’Assessore alla Cultura Caterina Del Bianco e del Vice Presidente dell’Assemblea Legislativa della Regione Marche Renato Claudio Minardi, alcuni degli oltre novecento ragazzi che hanno formato la giuria del Premio Letteraria sono stati i protagonisti della serata di premiazione insieme ai 10 finalisti.

Molto raffinata la presentazione mirabilmente condotta da Emanuele Rebecchini, che ha intervistato i giovani lettori della giuria; graditi e ammirati gli intermezzi vocali dei ragazzi del coro del Liceo Marconi che hanno accompagnato la serata con le loro voci melodiose.

La blogger Beatrice Tomasi ha seguito la serata dal backstage coinvolgendo i ragazzi sul palco con le sue domande e introducendo i libri attraverso le storie pubblicate su Instagram – un approccio capace di creare una connessione immediata con il pubblico più giovane.

Con “Nido di vespe” il Teatro Civile impreziosisce il Premio Letteraria

Tra palcoscenico e realtà : “Nido di vespe”, i racconti dei sopravvissuti al rastrellamento del Quadraro, quartiere di Roma, il 17 aprile 1944. Il Teatro Civile come veicolo di memoria. Una serata di grande emozione presso la Sala Verdi del Teatro della Fortuna a Fano. Molti dei testimoni presenti nel filmato girato tra il 2008 e il 2009 oggi non ci sono più. Alcuni di loro avevano perso la speranza di far conoscere alle nuove generazioni i fatti accaduti durante il Nazismo, invece, come dice il regista Daniele Miglio, che ricorda anche suo nonno, deportato del Quadraro, sopravvissuto ai campi di lavoro e ancora in vita, questo spettacolo ha permesso di mantenere viva la memoria e di farla uscire dai confini della Capitale facendola conoscere a tanti studenti della nostra città.

Grande partecipazione alla prima giornata del Premio Letteraria

Gremita la Sala Ipogea della Mediateca Montanari. Venerdì 11 ottobre 2019 si è svolta la prima giornata del Premio, che ha visto grande partecipazione di pubblico.

Ha aperto gli incontri Giovanna Granato, traduttrice de La casa dei nomi di Colm Toibin, che ha dialogato con Greta Gaspari. Il romanzo è pervaso dalla mitologia greca che si interseca con la mitologia irlandese e la storia dell’Irlanda del XX secolo e si ricollega ai temi attuali dei legami familiari e della follia legata alla violenza. Giovanna Granato ha voluto condividere con il pubblico una riflessione sulla sua traduzione raccontando che non è stato facile tradurre in una lingua che rimanesse ricca nella sua semplicità.

Massimo Bray ha tenuto una ricchissima lectio magistralis dal titolo “La cultura come resistenza e impegno civile”, ponendo un forte accento sull’opera dei padri fondatori della Costituzione Italiana. Un testo che, nella sua semplicità di linguaggio, può essere compreso da chiunque, al contrario della lingua altisonante e incomprensibile di cui spesso si serve la politica. Tanti i rimandi anche a Papa Francesco nell’esaltazione dei valori che sottolineano l’importanza della persona. Bray ha poi voluto spendere parole di grande impatto sulla scuola e sull’importanza del suo valore educativo ; una scuola vista come infrastruttura portante del paese e nella quale poter utilizzare consapevolmente le nuove tecnologie che possano rendere competitivi i nostri giovani senza spingerli ad allontanarsi dall’Italia e restituendo loro la dignità di lavori giustamente retribuiti.

Con grande emozione, durante l’ultimo incontro della giornata, Claudia Zonghetti, intervistata da Giulia Lanciotti, ci ha raccontato del “cuore strappato e riempito di inchiostro” di Nariné Abdarjan, scrittrice armena e autrice dello splendido romanzo E dal cielo caddero tre mele. Una narrazione che non si svolge in un tempo definito e con una precisa successione temporale, ma che comunque racchiude in sé tutti i più importanti eventi di questa terra ferita da guerre e da catastrofi naturali. La stessa scrittrice, trasferitasi a Mosca per studiare e dove è rimasta per alcuni anni svolgendo mansioni molto distanti dai suoi desideri e dalle sue reali abilità, porta nell’anima i segni del pathos della perdita, della nostalgia di casa, e trova nella scrittura in russo un filtro che le permette di distillare la lingua e i sentimenti. Ne risultano uno stile pulito che dà accesso al significato originale delle parole, una scrittura accattivante nella sua semplicità, in un’atmosfera che a tratti rimanda alla fiaba.

Il Programma della prima giornata del Premio

A partire da oggi si svolgeranno tre giornate ricche di incontri all’insegna della letteratura d’autore e in traduzione, ai quali si aggiungeranno anche molti altri interessanti eventi.

Alle ore 15.00 presso la sala Pedinotti di Palazzo Martinozzi, ci sarà l’inaugurazione dell’originalissima mostra di dipinti di Cinzia Cecchini “Vent’anni nel cuore”. La scritrice Cinzia Piccoli commenterà la mostra con i suoi racconti.

Alle ore 15.45 nella Sala Ipogea della Memo-Mediateca Montanari, la traduttrice Giovanna Granato dialogherà con Greta Gaspari sul “Mito come traduzione ” e presenterà “La casa dei nomi” di Colm Tóibín.

A seguire, alle ore 18.45, l’attesissima lectio magistralis di Massimo Bray, direttore editoriale dell’ Enciclopedia Italiana Treccani, che ci parlerà de “La cultura come resistenza e impegno civile”.

Sempre in Sala Ipogea alle 18.45 ascolteremo Claudia Zonghetti che darà voce alla scrittrice armena Narine Abgarjan attraverso la traduzione del romanzo “E dal cielo caddero tre mele” .

La prima giornata di Letteraria si concluderà presso la Sala Verdi del Teatro della Fortuna dove alle 21.30 andrà in scena lo spettacolo di teatro civile “Nido di vespe” per la regia di Andrea Miglio .

Nido di vespe: il teatro civile alla Sala Verdi del Teatro della Fortuna

In occasione della VI edizione delle giornate del Premio Letteraria, torna il teatro civile che nelle edizioni precedenti ha già regalato forti emozioni. Questa volta lo spettacolo arriva da Roma e ci riporta indietro nel tempo fino alla seconda guerra mondiale.

Agli incroci tra alcune strade come via dei Quintili, via dei Lentuli, Via Diana e poche altre si trovano edifici originali a due piani, tipici della borgata costruita in economia e senza ordine negli anni ’30, tra i due acquedotti romani Claudio e Felice e le vie consolari Tuscolana e Casilina.

Il quartiere è il Quadraro, una delle zone urbane più attive della Resistenza e l’unico ad aver ricevuto la medaglia d’oro al valore civile nella Capitale. Qui il 17 aprile del 1944 il colonnello Kappler ordinò il più grande rastrellamento dopo quello del Ghetto Ebraico. Furono prelevati 2000 maschi dei quali ne furono deportati 947. Dopo vari spostamenti furono mandati in Germania nei campi di lavoro e solo la metà tornò a casa.

Il Console tedesco definì quelle strade un “Nido di vespe”; gli abitanti erano pervasi da un forte senso antifascista e lì si organizzava la Resistenza romana. Il rastrellamento tedesco fu chiamato Operazione Balena, ma non servì a fermare i residenti che continuarono a organizzare azioni contro i tedeschi.

Lo spettacolo Nido di vespe di Simona Orlando, con la regia di Daniele Miglio, ricorda le vittime di quel terribile episodio a cui non è stato data la giusta importanza. Daniele Miglio e Cinzia Ciabatta, accompagnati dalla chitarra di Dario Benedetti, faranno rivivere sulla scena le vere storie dei deportati.